Yulia Pohonysheva: curare le ferite invisibili della guerra

“Noi donne ucraine, in 11 anni di guerra – e ancor di più negli ultimi tre – abbiamo imparato a vivere nella crisi, a restare e ad affrontare le sfide. Facciamo tutto ciò che è necessario per sostenere le nostre famiglie e il nostro Paese. Studiamo, lavoriamo, insegniamo ai nostri figli e ci prendiamo cura […]

Date:

12 Marzo 2025

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3 min

“Noi donne ucraine, in 11 anni di guerra – e ancor di più negli ultimi tre – abbiamo imparato a vivere nella crisi, a restare e ad affrontare le sfide. Facciamo tutto ciò che è necessario per sostenere le nostre famiglie e il nostro Paese. Studiamo, lavoriamo, insegniamo ai nostri figli e ci prendiamo cura di noi stesse e degli altri. Siamo forti e unite.” 

Parole di Yulia Pohonysheva, psicologa nei centri di accoglienza di Dnipro, una città vicina al fronte e punto di riferimento per chi fugge dalle zone di combattimento. Ogni giorno, donne e bambini vi arrivano con il peso della guerra sulle spalle, portando con sé traumi difficili da elaborare. Qui, il supporto psicologico non è un dettaglio, ma una parte essenziale della resistenza e della ricostruzione. 

Dal 2022, Yulia ha seguito 481 donne, aiutandole a ritrovare la forza di reagire, superare il trauma e riprendere in mano la propria vita. 

“Il mio lavoro è portare sostegno alle persone sfollate, per lo più donne e bambini. È fondamentale offrire loro uno spazio sicuro dove potersi esprimere e costruire rapidamente un rapporto di fiducia. Solo così riescono a raccontare la loro storia e a trovare risposte.” 

Il trauma della guerra non è solo fisico. L’insicurezza, i lutti, la violenza, la perdita della casa, la separazione dagli affetti e l’incertezza sul futuro lasciano segni profondi sulla salute mentale. Il supporto psicologico è la chiave per aiutare le donne a elaborare il dolore, ritrovare fiducia e riprendere il controllo della propria vita. 

“Grazie alle sessioni, la loro condizione migliora non solo perché trovano qualcuno con cui parlare, ma anche perché imparano strumenti concreti per affrontare la situazione.” 

Negli ultimi tre anni, il ruolo delle donne in Ucraina è cambiato radicalmente. Con molti uomini impegnati nella difesa del Paese, il peso della famiglia e della comunità è ricaduto interamente su di loro. Sono loro a garantire la continuità della vita quotidiana, a prendersi cura di figli, anziani e persone vulnerabili. Ma per farlo, devono essere supportate. 

“La donna ucraina contemporanea è forte, capace di restare calma e amorevole, di proteggere i suoi spazi e prendersi le sue responsabilità.” 

La terapia aiuta a superare il trauma, ma servono anche strumenti concreti per ricostruire una vita spezzata dalla guerra. 

“Un aiuto fondamentale sarebbe garantire abitazioni sicure dove le donne possano formarsi professionalmente e costruire la loro indipendenza economica. Il supporto psicologico le aiuta a ritrovare la forza di agire. Elaborare un evento traumatico significa sviluppare un nuovo modo di pensare: quando i bisogni primari vengono soddisfatti, si aprono spazi per il futuro, per ciò che dà piacere e per un’esistenza migliore. Le donne che seguo capiscono come influenzare la propria condizione e diventano protagoniste del cambiamento, grazie alla terapia cognitivo-comportamentale.” 

Perché la guerra non lascia segni solo sulle città, ma anche nelle persone, e resistere alla sua brutalità significa anche ritrovare equilibrio, forza e prospettive. Perché la salute mentale è parte della ricostruzione tanto quanto le case e le strade. E perché dare alle donne gli strumenti per andare avanti significa investire nel futuro di un intero paese. Per questo, sosteniamo interventi mirati che, grazie al lavoro di professionisti sul campo, offrono supporto psicologico a chi ne ha più bisogno. 

Yulia è coinvolta nel progetto “Supporto multisettoriale salvavita alla popolazione ucraina nelle regioni di Kharkiv, Dnipropetrovsk e Zaporizhzhia”, implementato da Soleterre in collaborazione con World to Ukrainians e Frontline Medics, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo di Kiev 

Il progetto è parte dell’Iniziativa di Emergenza a favore della popolazione colpita dal conflitto in Ucraina e nei Paesi limitrofi (AID 012832), sostenuta dalla Cooperazione Italiana che, attraverso 26 programmi e oltre 100 partner, sta raggiungendo un milione di persone tra Ucraina e Moldova. 

Il progetto di Soleterre fornisce supporto psicologico nelle aree rurali e nei centri di accoglienza, raggiungendo 2.753 persone, il 60% delle quali sono donne. Un altro pilastro fondamentale è la lotta alla violenza di genere. Una campagna di sensibilizzazione ha raggiunto oltre un milione di persone nelle regioni di Kharkiv, Dnipropetrovsk e Zaporizhzhia, attraverso cartelloni stradali, poster nei trasporti pubblici, informazione diretta nei centri di accoglienza e una forte attività sui social media. Inoltre, il progetto ha organizzato una formazione su GBV (Gender-Based Violence), Gender Mainstreaming e PSEAH (Prevention of Sexual Exploitation, Abuse and Harassment), guidata dalla Specialista in GBV di Soleterre, Olesiia Tragniuk, coinvolgendo 41 rappresentanti di autorità e organizzazioni della società civile. Parallelamente, è stata realizzata una mappatura dei servizi gratuiti disponibili per supportare le persone sopravvissute alla violenza di genere. 

 

More info:
Barbara Taccone – barbara.taccone@aics.gov.it 

Ultimo aggiornamento: 12/03/2025, 11:35